Una doppia menzione assegnata ex aequo a due video che trattano temi diversi, ma con uguale efficacia. Il Premio Enrico Giusti, intitolato al “sindacalista dei due mondi” scomparso nel 2007 dopo essere divenuto un simbolo della cooperazione emiliano-romagnola nel mondo è stato assegnato da Coonger al Terra di Tutti Film Festival nella serata di chiusura di domenica 14 ottobre al cinema Lumière di Bologna: vincitori “The change”, video d’animazione di Fabian Ribezzo sulla crisi ambientale in Mozambico e “Donne che rifiutano la morte” di Mohamed Kenawi, un documentario sul percorso delle donne bosniache per il raggiungimento della pace a vent’anni dall’assedio di Sarajevo.
“il documentario ha il merito di mantenere viva l’attenzione su una tragedia di guerra e di pulizia etnica ancora irrisolta nel cuore dell’Europa. Come ci indicano le protagoniste del documentario, la pace si può raggiungere solamente elaborando le ragioni dei conflitti” ha spiegato Sabina Breveglieri di Nexus a nome della giuria Coonger, prima di consegnare la targa TTFF nelle mani del regista Mohamed Kenawi. Il film propone una serie di testimonianze di donne che hanno vissuto sulla propria pelle la guerra nella ex Yugoslavia nella prima metà degli anni ’90. Dopo essere sopravvissute ai bombardamenti, si sono ritrovate in un’altra realtà di morte ancor più dura e dolorosa, fatta del lutto per la scomparsa di familiari, della perdita dei diritti e della propria identità, della povertà.
Ha invece meritato la menzione “per l’universalità del messaggio e per aver affrontato il tema attuale della crisi ambientale con modalità efficaci e innovative dal punto di vista comunicativo” “The change” di Fabian Ribezzo, regista argentino a lungo attivo a Bologna prima di trasferirsi in Mozambico, dove attualmente vive e lavora. Proprio nel Paese africano è ambientato il breve cartoon: la storia è quella di un villaggio che vive in perfetta armonia con la natura, la cui tranquillità viene però stravolta dall’improvvisa comparsa di un misterioso artefatto di ferro.