L’appello dopo la tragedia di Lampedusa: basta Bossi-Fini, servono corridoi umanitari

lampedusa-immigratiL’Italia dovrebbe eliminare la Bossi-Fini, chiudere i Cie e sospendere tutti gli accordi bilaterali sottoscritti con i Paesi del Nord Africa. L’Europa, di contro, dovrebbe farsi promotrice dell’apertura di un corridoio umanitario per i profughi siriani e per quanti arrivano dai Paesi del Corno d’Africa e dal Sahel e favorire politiche e misure coerenti tra loro, per un’effettiva cooperazione , di pace, integrazione e inclusione. È questo l’appello che lancia l’Aoi (Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale), di cui Coonger fa parte, dopo la tragedia di Lampedusa. “Come organizzazioni di Aoi – si legge nella lettera – continueremo nel nostro lavoro, spesso volontario, di assistenza e sostegno alle vittime civili nei loro Paesi, dal Medio Oriente, al Corno d’Africa fino al Sahel. Per loro e insieme a loro pretenderemo che, nei mari che attraversano e nelle terre che raggiungono, i profughi ricevano aiuto e accoglienza, abbiano riconosciuta la cittadinanza, per garantire giustizia e diritti, a partire dal più importante, il diritto alla vita”. Ed ancora: “Poiché la sicurezza non è un diritto individuale, non può avere limiti territoriali e culturali di garanzia, se vuole essere effettiva. Le sue vere radici stanno nella pace, nella solidarietà, nell’inclusione, nel rispetto delle diversità e nella valorizzazione delle differenze”. È anche per questo che l’associazione si unisce alla proposta di Don Ciotti, che invita a convocare un Consiglio d’Europa a Lampedusa, “come fatto non simbolico, ma di grande valenza politica”. L’Aoi è una nuova rappresentanza sociale costituitasi a Roma il 19 luglio 2013, per iniziativa di tutti i soci dell’Associazione Ong Italiane, che ha come finalità la rappresentanza e la valorizzazione della pluralità degli attori sociali del volontariato e della cooperazione internazionale, nel rafforzamento delle relazioni tra individui e comunità.